Recensire ignorante: Machan – la vera storia di una falsa squadra.

Com’è finita?

Settantadue a zero.

Cazzo. Di solito, se una squadra non si presenta alla partita – e fosse pure la Pro Scarsese dell’oratorio all’angolo, la prima cosa che si fa è correre a cercare in che fosso è finito il pullmino con i ragazzi – si da il vecchio “tre a zero a tavolino” e vai avanti. Ma qui no, questi a giocare ci son venuti. E guarda quanti sono: riserve, riserve delle riserve, medici, massaggiatori, allenatori e vice-allenatori!

Vabbè che c’entra, magari al paese loro giocano sempre con queste formazioni, che ne sai.

Questa è un’altra bella domanda. Avevi mai sentito parlare della Nazionale dello Sri Lanka?

Boh. So che esiste lo Sri Lanka, là, vicino l’India, sulla tre quarti a destra, più o meno. Che giocassero a pallamano già è una buona notizia, no?

Diciamo di sì. Là se non sbaglio si gioca a cricket, giusto?

Eh, sì. Roba da inglesi, poi ci hanno preso gusto anche loro e con quello tirano avanti. Chissà, ci sarà ancora qualcuno che caccia le tigri e i serpenti, da quelle parti?

No, non credo! Saranno cose tradizionali, non è che le faranno tutti i santi giorni. Magari hanno una festa nazionale in cui possono cacciare una tigre sola o un serpente solo e se lo fanno bastare. Spero, eh.

Boh. Alla fine i cinesi pure hanno le feste tradizionali in cui mangiano i cani, ma mica ne accoppano uno solo…

Che c’entrano i cinesi, ora.

Che ne so, per dire… Magari là da loro le tigri e i serpenti li cacciano per mangiarli, allora che te ne fai con un serpente solo se a tavola sono in duecento?

Eh, giusto. Vabbè, ci metteranno un po’ più di riso per accompagnare, no?

Può essere…

Certo che è così! Poi da loro è ancora tutta giungla incontaminata, bellissima… Ho visto un documentario l’altro giorno sul Borneo… La giungla e le spiagge… Saranno le persone più tranquille del mondo: la mattina esci e vai per selvaggina nella giungla, la sera vai in spiaggia, peschi e magni. E che vuoi più.

Eh, ma quello è il Borneo, forse è da un’altra parte. Io ho sentito che da loro sono pieni di immondizia, di inquinamento… Tu avrai visto solo quello, io invece mi sono documentato… Hanno avuto un incidente bruttissimo tanti anni fa, una fabbrica chimica saltata in aria. Un sacco di gente morta per strada, ancora nasce gente con le malformazioni…

Ah, allora si spiega perchè non mangiano la carne.

E ora che c’entra la carne!

C’entra, c’entra. Quelle sono persone che vivono tutt’uno con la natura, lo sanno che gli animali assorbono l’inquinamento. Mica come noi, che ci ciucciamo il mercurio nel pesce e ce lo facciamo andare bene.

Dici?

Certo. Quelli sono avanti. Quella è una cultura millenaria, noi ancora ci arrampicavamo sugli alberi e loro già c’avevano Visnù e Gilgamesh. Te l’ho detto, quelli predicano la pace universale…

Ma non stanno sempre ad ammazzarsi tra di loro, indù, mussulmani, cristiani?

Quello perchè ognuno ha la sua visione del mondo e vuole imporla, poi lo sai, ci sono posti nel mondo in cui la vita umana non ha significato. La gente muore come mosche e nessuno fa nulla.

La tragedia della povertà.

Loro non si possono permettere di pensarci due volte. Lì da loro è questione di vita o di morte ogni santo giorno. Muori tu, vinco io.

Povera gente.

Povera gente sì, che si smazza per dare da mangiare ai figli. E poi ci sono i furbi.

Si, ok, ma i furbi sono ovunque.

Che c’entra. Vuoi mettere uno cresciuto qui, che se gli va male si fa qualche mese di galera, e là che ancora tagliano le mani alla gente se ruba? E’ normale che uno di loro, qui, ai nostri se li beve in un bicchier d’acqua.

Non sono tutti così.

Assolutamente, mai detto questo. Però, se ci pensi, tutti quelli che sono emigrati per fame hanno dovuto inventarsi qualcosa per sopravvivere. Ci sono quelli che nascono furbi, e quelli che lo diventano per necessità.

Infatti, la necessità aguzza l’ingegno. Sennò eravamo ancora tutti nelle caverne.

Però poi va a finire che ti abitui a fare il furbo. Anche perchè poi chi vuoi ti dica niente, qui.

Eh, certo. Noi di certe cose a volte nemmeno ce ne accorgiamo.

Appunto, poi se ci vai a pensare s’ammazzano tra di loro per due spiccioli.

Perchè quella è gente semplice, non si riesce ad abituare a vivere qui.

Bravo, ti sei fatto fregare.

In che senso?

Nel senso che non è vero che non si abituano a stare qui. Qua trovano l’America, e magari all’inizio non prendono parte al gioco perchè non conoscono le regole. Ma lì scende in campo la furbizia, e quelli le regole le aggirano.

Eh, infatti. Ci sono volte che passo fuori dalla stazione e non mi sento poi così sicuro.

Vedi? Perché lì ci sono quelli che ci provano, che aspettano il pollo da spennare.

Che schifo. E pensare che qui, da noi, non si sta così male. Volevo vedere se da loro facevano i porci comodi loro.

E te l’ho detto! Là le manine saltano che é una bellezza!

E gli danno da mangiare e un tetto sulla testa. E io che non arrivo a fine mese con lo stipendio da statale. Che schifo.

“Aiutiamo i più deboli…”. Cazzate, dico io. Aiutassero noi, che le bollette non si pagano da sole!

Comunque, é ora. Mettiti lì, all’altro capo del corridoio. Voglio proprio vedere da dove scappano…

Ok, sono pronto. Apriamo al tre.

Uno, due…

Achtung! Bundesgrenzschutz! Dokumente anzeigen!…

…ma dove cazzo sono?!?

A settembre 2004 in Baviera fu organizzato un soggiorno per atleti stranieri nel quadro di un programma di scambi sportivi; a tale soggiorno fu ammessa, con regolare lettera di presentazione, una delegazione singalese di 23 persone, alcune delle quali accreditate come accompagnatori, allenatori e medici, che ottenne un visto di un mese. Alloggiati a Wittislingen, dopo circa una settimana dall’arrivo sparirono tutti; all’inizio si pensò a uno smarrimento nei boschi bavaresi, ma quando il comitato olimpico dello Sri Lanka comunicò che nel Paese non esiste una federazione di pallamano, sport lì praticamente sconosciuto (nell’unico incontro disputato, l’estemporanea compagine perse 0-72), apparve chiaro che i 23 singalesi avevano millantato il loro status di sportivi per ottenere un visto d’ingresso in Germania. A quattro anni dalla fuga nessuno dei 23 finti atleti era stato ancora rintracciato[fonte: Wikipedia]

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