Recensire ignorante: Anchiommalisa.

​Tic, tac, tic, tac.

Ve li ricordate, gli orologi analogici? Tipo lo Swatch, o i Casio neri col quadrante bianco che costavano due lire… Esistono ancora? Però quelli facevano tic, tic e non tic, tac. Poi c’erano quelli automatici che facevano tictictictic…

Quel suono, ripetuto ogni secondo, così come le campane lo ripetono ogni ora e gli uccellini all’alba ogni giorno, scandisce il tempo, quello ufficiale diciamo, che o sei micronesiano o di Altavilla irpina capisci di cosa sto parlando. Poi, a seconda di quello che facciamo, abbiamo dei tempi diversi e dedicati, tipo: Trump sgancia un’atomica in testa ai nordcoreani? Scordatevi del sud est asiatico per qualche migliaio d’anni, il tempo che gli isotopi del plutonio si scocciano di bucare il midollo osseo ai cristiani e si danno al decoupage. Oppure: dopo due partite a Guitar Hero v’aregge di sfidare Van Halen? Tenetevele per voi, le figurelle: non avrete mai abbastanza dita per poter affettare in 64 parti una battuta a 120bpm, cosa che l’amicofrizz la fa al mattino così, solo per sgranchirsi le mani.

Vabbuó, dove voglio arrivare. Niente, che praticamente l’altro giorno vado al supermercato e nella cesta dei DVD a cinque euro pesco ‘sto bel casatiello di Anomalisa. Fra tagline, quarta di copertina, quei dodici o tredici estratti arrandom da giornali più o meno famosi (che solo perché scrivi “MeravigliosoCronache di Pontelatone” fammi capire se mi stai chiamando pirla perché non leggo certi giornali impegnati, o proprio perché certi giornali impegnati si arrogano il diritto dell’informazione di qualità, io dovrei automaticamente andarmi a fidare, dimentico delle marchette in editoria e quindi doppiamente pirla) però vabbuó, nel nulla pneumatico della scelta, fidiamoci. Eccheccazzo, candidato agli Oscar… Presuppone che sia qualcosa più che passabile! (E poi non solo quell’anno vinse Inside Out, e – permettetemelo – a santa ragione, ma a guardare certe nomination viene da chiedersi se ci sono o ci fanno.)

Lo sono riuscito a guardare la prima volta per circa tre quarti d’ora, poi sono uscito per varie cose eccetera e, tornando, me ne sono completamente dimenticato. Fino al momento in cui l’avevo lasciato non era successo molto: tizio famoso quanto il terzo portiere del Solofra, con le paranoie di essere sempre circondato dalla stessa persona, che arriva in aereo a Svrinzville(*) per tenere una conferenza, va in albergo, tenta in modo psicodrammatico di recuperare una chiantella in standby da qualche anno (generale, sganciare la Mother of all friendzones!) e poi da sotto la doccia sente una voce diversa dalle altre. La intercetta, alla robbertina (pardon, Lisa), e se la porta in camera.

Tric trac, la rava e la fava, passa il santo e l’altra sera mi dico vah, finiamoci ‘sta botta di cultura. E che succede poi, alla fine? Chiantella tristissima con la robbertina, paranoia col direttore dell’albergo che poi é tutto un sogno, il belgioioso che si sveglia tutto pimpante ma poi no, oddio, anche lei sta cambiando, nulla é più come prima, la conferenza che per questo fatto giustamente va manco la chiavica, si riprende l’aereo e torna a casa dalla clone moglie uterinocervellotica e dal clone figlio scemo come l’acqua tiepida, che gli fanno la festa coi cloni parenti.
Signor Kaufman, tutto il bene che ti voglio, ma chivestramuorto mi devi due ore di vita e cinque euro. Certo, ho capito che é uno stop motion di pregio, che i personaggi hanno vari livelli di lettura, che le scene sono piene di audaci simbolismi, che tutto il carrozzone mediatico impegnato ti ha negato l’Oscar ma ti ha legato al cuore con lacci bio ed ecofriendly ma, chivestramuorto bis, mi devi due ore di vita (e a pensarci il cinque euro manco lo voglio; tié, abboffati). E non é solo per questo, che c’entra ‘il tempo’, perché c’ho pensato su questo fatto: mi sono preso una birra, ho preso possesso del divano, e tra un fast forward e la mia signora che a ragion veduta mi chiedeva perché non trovassi altro di più interessante da fare, che so, ubriacarmi e drogarmi come ogni persona rispettabile, ho condotto i miei esperimenti.

Avevo talmente ragione da averci tratto il postulato filosofico con cui vi saluto tutti:

‘Salvo solide ed inequivocabili eccezioni, qualunque trama diventi scorrevole e comprensibile ad una velocità almeno doppia del normale é da considerarsi una cagata’.

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