Crocette sul fegato, Fisciano edition.

Visto? Visto che a condividere cose accazzo si sbaglia sempre?

Dicevamo. L’altro giorno, su LinkedIn, ho consigliato questo articolo (peraltro scritto con una certa dose di copiaincollaggio e ortografia spiccia) su una fantastiliosa stazione che dovrebbe collegare l’UniSa di Fisciano alla linea Avellino-Salerno. Costo dell’operazione 51 milioni netti, visto che l’unico progetto papabile ce l’ha messo l’università. Va bene, anzi benissimo, però guardiamo in faccia la realtà; primo, quale amministratore (al netto di interessi personali) metterebbe sul piatto più di cinquanta paperelle per quella che essenzialmente é una curva di un paio di centinaia di metri e un marciapiede? Secondo, a cosa servirebbe un’opera del genere su una linea attraversata, se va bene, da due relazioni all’ora?
Nulla. De Luca, visto il successo della “metro” di Salerno, tenta la carta (sentitissima) del trasporto su ferro, appoggiando in modo più o meno palese ogni progetto in cui compaia almeno una volta la parola ferrovia. Sono – anzi, sarebbero – buone notizie per il settore, ma abbiamo bisogno d’altro. Un collegamento su gomma tra il campus e la stazione (distante non più di duecento metri in linea d’aria), tanto per iniziare. Una frequenza di esercizio un bel pò più elevata, se possibile. Una spesa oculata di soldi che bene o male escono sempre dalle nostre tasche, per gradire.

Verrà il tempo in cui la Campania sarà attraversata in lungo e in largo da ferrovie; anzi, tornerà quel tempo perché, come già detto, cent’anni fa le tecnologie di trasporto non avevano i margini e le sfumature di grigio di oggi. Oltre un certo peso o una certa distanza c’era solo il ciuf-ciuf, ma ad un certo punto qualcuno ha deciso che il treno uccide l’iniziativa privata e la capillarità della distribuzione eccetera eccetera. (Però cent’anni fa l’iniziativa privata stava benone e le merci arrivavano comunque, vai a capire.) Ma finché la casalinga di Voghera – e il suo consorte camionista – non saranno adeguatamente convinti dell’utilità del trasporto di massa su ferro, ragazzi miei, io continuerò a sputare post incazzati e voi continuerete a leggere di progetti avveniristici di ferrovie volanti ad antimateria, gentilmente finanziate dalle accise sulla benzina e dai biglietti del treno che state ancora aspettando per arrivare al paese accanto.

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(In foto: la nuova linea che congiungerà Napoli a Salerno. Quaranta secondi di viaggio, più ventordici ore di attesa per fare il biglietto in stazione, solo cartaceo e vergato a mano con penna d’oca da un bigliettaio col monocolo.)

Prima che me lo dimentico: non avete idea di quanta gente arriva ai miei post cercando su Google crocette sul fegato. Sarà tempo che spiego che cosa sono?

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