Recensire ignorante: 2001 Odissea nello spazio.

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(Foto: testimoni di Geova high-tech)

(Attenzione: contiene scemità. Potrebbe anche contenere spoiler, ma stiamo parlando di un film uscito giusto cinquant’anni fa che pure Televolla l’ha passato in seconda serata prima di Cattivi Pensieri. Se per voi sono spoiler, bentornati sulla Terra.)

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Scimmie, scimmie umanoidi da tutte le parti. Le solite cose: piglia a schiaffi i tapiri che si mettono sulla noce del collo dalla mattina, sotto mezzogiorno l’aperitivo nella pozzanghera che termina in questione con quell’altro branco, la notte che vuoi dormire con una mappata di gente ominidi che si butta per dosso. Insomma ‘na vita di merda.
Poi però ti svegli e qualcuno ti ha piazzato ‘sta plancia da un milione di dollari di fumo in mezzo all’open space della caverna, e pensi a chissà chi ti vuole fare il pezzo con gli sbirri, il brutto che non li hanno inventati ancora gli sbirri quindi é una carognata senza senso; ed il fatto ancora più brutto che non sai pensare e quindi tutti ‘sti fatti che c’hai in testa adesso ti sono venuti perché ti prudeva proprio di toccarla, ‘sta plancia, poi se é qualcosa puoi sempre dire che ti sei sentito male e casualmente ti sei appoggiato. Allora esci per andare a prendere un pò d’aria, e vedi quel tapiro che ieri ti sfotteva che ce l’hai piccolo e si sperde in mezzo ai peli, ti zompa tutta la sant’anna di nervatura, pigli un osso, gli apri la capa due parti e te lo mangi perché così é e basta. Poi ti trovi e apri il cucuzzaro pure a quell’altro che ieri faceva tutto l’ominide di conseguenza fuori a una pozzanghera, e fai capire agli amici suoi chi é la legge là in mezzo, e mentre durante la discussione e per futili motivi il succitato ominide si apprestava a lanciare il suddetto osso

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Spazio. Astronavi. Valzer di Strauss. (É fatto apposta, non é che hanno tagliato di traverso millemila anni di film per farlo entrare in una cassetta di due ore. Cosa pensate di esservi persi, poi.) Gente che fa videochiamate sulla Terra, si appara con i russi e poi va sulla Luna a fare cazziate. E, indovina? Pure lì hanno nascosto un planciotto, solo che fischia da spaccare il cervello.

(Intermezzo buio con gente che dice cose in sardo. E quasi quasi si incazza pure.)

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Spazio. Un astronave fatta con una smart bianco fumé e quattrocentomila miliardi di Lego viaggia verso Giove. Due cristiani svegli – nel senso che gli altri sono congelati, non che questi due sembrino i più furbi della cucciolata – che si dicono le cose col contagocce e un computer, HAL, che li guarda con una fotocellula. Fino ad un certo punto tutto a posto (una palla fino a Terra proprio perché stanno nello spazio), poi il computer accende la spia del motore e dice che si é rotto tipo lo spinterogeno del differenziale dentro l’ABS, dietro il carburatore un pò a sinistra come fosse antani. I due astronauti, forti del diploma di Astronautica Base di Scuola Radio Elettra, prendono il pezzo, se lo girano tra le mani ma non trovano niente. Vabbè, rimontiamolo, se si scassa sta in garanzia. Il vero problema é il computer, che ha detto una fesseria ma fa troppo il superiore per ammetterlo, e quindi già ha le venelle di sangue nella fotocellula (che in quanto rosso su rosso non si vedono) e i nostri Cricc e Crocc subodorano ma dicono no, finora con me é stato sempre un freddo e inumano groviglio di circuiti squisito.
Inutile dire che HAL quello stava aspettando.
Il tempo che i due stanno con la testa nel cofano dell’astronave e il computer fa fuori tutti, prendendosi anche la libertà di un monologo sul senso della vita e altri fatti che vai a capire come fa a saperli, colpa della tv, amicizie sbagliate eccetera. L’ultimo astronauta però si salva, riesce a rientrare nell’astronave e spegne HAL, poi per distrarsi prende una navicella e parte per un trip potentissimo in una spa tamarrissima, dove lo trattano così bene che ringiovanisce fino a tornare un feto.
Fine, Also sprach Zarathustra e cose scritte piccole piccole.

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Considerazioni a margine.
Primo: Windows 2000 ha fatto cacare così tanto che Kubrick già sentiva la puzza nel ’68.
Secondo: non sei un uomo se non sai zompare da una navicella all’altra senza casco.
Terzo: mai prendersi le questioni fuori a una pozzanghera, che sempre lo trovi quello fatto a evoluzione che ti impara a campare.

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